Bio


Graziela Gilioli è fotografa e scrittrice.

A cosa servono le nostre gioie se non sono condivise?

E perché esistono le nostre sofferenze se non per guidarci e darci speranza?

Ho sempre letto molto fin da piccola. Leggo soprattutto e mi interesso a cose diverse come la sociologia, la filosofia, la neurologia, la fisica quantistica, la storia, l’informatica, il design, l’estetica, l’etica, la tecnologia, il teatro, la musica, la geografia, il cinema, la letteratura, la religione, l’architettura, la danza, la psicologia, la pedagogia, la medicina e tanti altri aspetti della conoscenza umana.

Oltre a tutti i libri che ho letto, la mia comprensione del mondo si è plasmata attraverso i luoghi che ho visitato in Asia, in Europa, in Oceania e nelle Americhe. Proprio grazie alla conoscenza di modi così diversi di vivere posso dire que tutti noi siamo una cosa sola. Siamo uguali nell’essenza: piangiamo per le stesse cose, vogliamo le stesse cose, viviamo e moriamo per gli stessi motivi, indipendentemente dal posto in cui siamo nati e da quando siamo nati. Il sentimento di salvaguardia della vita, il bisogno di accoglienza e il senso della bellezza sono tratti profondamente umani.

La mia scrittura e la mia fotografia sono di inclinazione umanista, legate alla contemplazione delle grandezze e delle piccolezze del nostro mondo. Quindi, ho la possibilità di andare oltre alle abitudini e all’evidenza. Molte volte cerco nuovi luoghi per ciò che è conosciuto e sempre un posto per ciò che è sconosciuto. Il mio sguardo contemplativo mi risveglia e mi spinge ad andare oltre la comunione con il quotidiano. È una pratica – una specie di nuovo inizio che spiega fatti, sentimenti e pensieri.

Gran parte della vita può essere discutibile e complessa, ma c’è sempre un nuovo sguardo per tutto e il fatto di non avere pensieri con conclusioni già pronte può essere un buon inizio per avere uno sguardo più ampio su ogni cosa.

Graziela Gilioli, 11/01/2014

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Il lavoro di Graziela Gilioli nella fotografia e nella letteratura ci porta a riflettere sul modo in cui conduciamo le nostre scelte per vivere una vita piena e in profondità, indipendentemente dalle nostre origini.

Nella fotografia sta portando avanti un lavoro attento che ci fa riflettere sulle nostre convinzioni e le nostre scelte. L’opera “Tempo dimenticato” è stata esposta alla 10ª Biennale d’Arte Internazionale di Roma e ha ricevuto il terzo posto del premio d’onore.

Come fotografa cerca la comprensione del mondo in cui viviamo. Così viaggia per il mondo per conoscere gli altri modi di vivere nel nostro pianeta. Nelle sue fotografie, sia ritratti che paesaggi, è l’individuo il soggetto principale e le sue immagini rivelano con intensità e delicatezza il senso intimista dell’umanismo moderno.

Ha iniziato gli studi di fotografia alla Escola Panamericana de Artes di San Paolo e si è perfezionata alla Scuola di fotografia di Santa Fé, negli Stati Uniti e alla University of the Arts Central Saint Martins di Londra. Ha partecipato inoltre a workshop con Jennifer Spelman nel Nuovo Messico, negli Stati Uniti, con David duChemin e Jeffrey Chapman in Italia, e con Adam L. Weintraub a Cuzco e Machu Pitcchu, in Perù. Nel 2015 ha partecipato alla spedizione in Marocco con il National Geographic con Massimo Bassano.

In letteratura ha debuttato con il libro “O Pequeno Médico“, pubblicato in Brasile (attualmente alla 7ª edizione) e in Portogallo. Il libro ha avuto una grande ripercussione in diversi campi medici come la psichiatria, l’oncologia, la pediatria, l’ostretricia e anche tra liberi professionisti, imprenditori, dirigenti e artisti. Il successo di “O Pequeno Médico” è dovuto alla scrittura sincera nel trattare temi difficili come la morte e anche al modo commovente di scrivere sul rapporto tra madre e figli.

Graziela Gilioli parla di temi profondamente umani spingendoci sempre a riflettere su noi stessi. In un’ottica molto particolare, legata alla propria storia di vita, Graziela Gilioli crea un’atmosfera serena e di forte empatia con il pubblico. L’eclettismo fa parte della gamma di temi da lei trattati. Sul palco del TEDx ha tenuto una conferenza dal titolo “Um olhar sobre a vida e a morte” (“Uno sguardo sulla vita e la morte”), all’ Hospital Israelita Albert Einstein ha parlato per una platea esclusiva di medici Dottori di Ricerca sul rapporto tra la professione e la dimensione umana dal titolo “A relação entre profissionalismo e a dimensão humana”. Alla Facoltà di Medicina della Santa Casa di San Paolo ha tenuto una conferenza dal titolo “O relacionamento entre o médico e o paciente” (“Il rapporto tra il medico e il paziente”). In Portogallo, nella città di Portimão, ha partecipato al Congresso “A Educação e o Homem do Futuro” con un intervento dal titolo “Educação: A dialética entre a perspectiva humanista e a perspectiva tecnológica” (“Educazione: La dialettica tra una prospettiva umanista e una prospettiva tecnologica”) per un pubblico di più di mille persone.

Graziela Gilioli è brasiliana e di origini italiane; è nata a San Paolo l’8 novembre 1961. La sua formazione accademica è piuttosto eclettica. Si è laureata in Scienze Sociali presso la Pontifícia Universidade Católica di San Paolo e ha conseguito una specializzazione in Amministrazione e Marketing e una in Amministrazione delle organizzazioni del settore terziario presso la Fundação Getúlio Vargas, oltre a un Master in Business Administration – Luxury Management presso la Fundação Armando Alvares Penteado e un Master in Luxury Brand Management presso l’ESSEC Cergy-Pontoise di Parigi. Ha lavorato come responsabile gestione investimenti nella Bolsa de Mercadorias e Futuros (BM&F) e nella Bolsa de Valores di San Paolo (BOVESPA) ed è stata marketing manager sportivo per organizzazioni del settore terziario.

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